SIMON RUBATSCHER

LETTERATURA  SERIGRAFIE  VITA  CONTATTO

...e non le volevo dire che purtroppo non si è mai istruiti abbastanza e che tutti i giorni si deve ricominciare da capo con tutto, perché niente dura nel tempo e tutto é labile. La blasfemia delle cose tende a indovinare sul consistente dell’esistente e lo fa risultare nullo al valore . Solo l’intento del volere porta alla conquista della valutazione proficua. E il mal di schiena ritorna propio nei momenti in cui ti senti bene e non ci pensi. Proprio come fa la blasfemia, che ti riconduce al punto di un angolo ottuso dovendo abbandonare la perfezione del angolo retto . D’altronde, anche la mamma fa così con il suo bambino quando vede che diventa troppo irriverente. Lo schiaccia con le parole e se non viene colpito lo rischiaccia fino al suo silenzio. Mai il padre farebbe una cosa del genere. “Vai a fare la spesa, Simon” affermò Medea. “Ho finito i soldi, devo passare alla banca. I soldi per il mio lavoro, capisci vero?” “E quali sennò?” “I tuoi, pensavo. dividiamo tutto.” “I miei? sei diventato matto? Ma per chi mi prendi, una di strada? Io sono il tuo braccio sinistro!” Medea seppe esattamente a cosa andava incontro e con perizia si confermò il braccio sinistro di cui parlava nel momento in cui la stavo per degradare. In quei momenti sapevo di avere qualcuno alle spalle che mi dava un aiuto in caso di necessità....

"Un giorno nebuloso"
libro di poesie e racconti
2015

pag. 142